II processo di distribuzione del motore è il punto cardine per il funzionamento di un’auto e serve a regolare le fasi di salita del pistone coordinandole con l’apertura delle valvole. Di seguito, una miscela fatta di aria e combustibile (solo aria, in caso di motori a diesel) viene inviata ai cilindri, oltre al defluire dei gas di scarico.
Processo di distribuzione e differenza tra catena e cinghia
Il sistema, a cinghia o a catena, lavora con l’albero motore per attivare le valvole.
Prendiamo ad esempio un tradizionale motore a quattro tempi: gli eccentrici, che compongono l’albero a camme, ruotano spingendo su una punteria che trasferisce poi il moto alle valvole.
Teniamo conto che l’albero a camme ruota a metà dei giri dell’albero motore, poiché ogni suo giro completo coincide con un movimento di apertura e chiusura della valvola, che avviene una sola volta per ciascun ciclo di combustione, la cui durata corrisponde a due giri dell’albero motore.
È bene ora sottolineare le differenze tra la cinghia e la catena: quest’ultima è formata da anelli metallici che la rendono più resistente e difficile da rompere, fermo restando che è imprescindibile sottoporla a manutenzione periodica.
Seppure i danni causati da una sua rottura sarebbero meno importanti rispetto a quelli della cinghia, la sua sostituzione farebbe lievitare il conto da pagare in officina.
Discorso opposto per la cinghia di distribuzione che è composta da materiale in gomma e, per questo, più soggetta a rompersi. Le conseguenze della sua rottura possono essere gravi per l’auto e per il portafoglio del suo proprietario.
Sta di fatto che la sua posizione facilmente raggiungibile all’interno del motore, ne permette una sua comoda sostituzione.
Composizione, manutenzione, rottura e sostituzione della cinghia
Cos’è la cinghia di distribuzione e perché è così importante?
Esaminiamola insieme.
La cinghia è composta da 3 parti:
- Una parte più esterna, strutturata in poliammide per tollerare lo stress derivante dalla temperatura ( dalla più fredda a quota -30 C° fino a toccare i +140°C);
- Nella parte centrale troviamo una componente in gomma capace di resistere all’invecchiamento e alle temperature più elevate. Vi troviamo inoltre inseriti all’interno dei cavi longitudinali formati da fibra di vetro;
- Nella parte interna abbiamo i denti della cinghia formati, anch’essi, da poliammide.
Quando sostituire la cinghia di distribuzione?
Che reciti un ruolo da protagonista nel gioco delle parti del motore è ormai chiaro, va da sé, che è essenziale sapere quando cambiare la cinghia di distribuzione.
Per capirlo dobbiamo tenere in considerazione due parametri:
- Il primo è di tipo temporale, compreso tra i 60 e i 120 mesi di vita dell’automobile;
- Un secondo parametro, questo di tipo chilometrico, ci indica che è opportuna la sostituzione della cinghia quando il veicolo è arrivato a percorrere una distanza che varia tra i 100.000 e i 180.000 km.
La manutenzione, invece, deve avvenire in intervalli, sempre di tipo chilometrico, stimati all’incirca intorno ai 30.000 km.
Discorso ovviamente più articolato merita il capitolo rottura.
Partiamo dal capire perché si rompe la cinghia di distribuzione e quali danni può comportare all’auto.
La cinghia si rompe per motivi naturali, come l’usura, l’invecchiamento e il logoramento dei materiali che la costituiscono.
I danni che ne conseguono sono critici, basti pensare che dal funzionamento della cinghia dipende anche quello della pompa dell’acqua che è responsabile primaria del raffreddamento del motore.
Non finisce qui, purtroppo. Quando la cinghia si rompe, ci saranno degli altri danneggiamenti a cascata che vedranno protagonisti i cuscinetti, fissi e mobili, sui quali la cinghia scorre durante il suo funzionamento.
Possono verificarsi situazioni ancor più dannose: la valvola che resta aperta, poiché l’albero a camme cessa di funzionare, verrà ripetutamente colpita dal pistone che continua la sua corsa, con la finale e naturale conseguenza che questa smetterà di funzionare provocando un improvviso blocco del motore e il definitivo grippaggio di esso.
Il successivo lavoro del meccanico sarà quanto mai delicato, perché sarà costretto ad aprire la “testa” del motore sostituendo persino la pompa dell’acqua che, come già detto, lavora all’unisono con la cinghia.
Come monitorare la cinghia di distribuzione del motore?
È lecito chiedersi se questi danni si possono evitare, magari prestando attenzione a eventuali sintomi che potrebbero palesarsi, chiamando in causa l’udito di chi è alla guida, anche se, è doveroso ricordare, che esistono situazioni dove la cinghia di distribuzione tende a ledersi senza manifestare nessuna tipologia di avvertimento.
Esistono tre tipi di segnali acustici:
- Squittio: ascoltabile al momento di avviare il motore, ci avverte di problemi di tensione alla cinghia;
- Stridio acuto: quando le fibre che compongono la cinghia si sfilacciano ed è possibile rendersene conto in fase di accelerazione;
- Sferragliamento: quando la cinghia si allenta o si usura, il rumore che ne esce è tipicamente metallico.
Riuscire a percepire questi rumori avrebbe un’importanza capitale, evitando di incappare in problemi più seri.
La nostra analisi del processo di distribuzione del motore finisce qui, per qualsiasi altro dubbio, visita il nostro sito.






